Storia della nostra Location

Il palazzo sorge sul sito dell’antica fortezza che controllava il paese di Zagarolo e appare legato alla storia della famiglia Colonna fin dall’XI secolo.


Palazzo Rospigliosi

Per tutto il medioevo vivrà le alterne fortune dell’illustre casata romana. Occupato dalle truppe di Pasquale II negli anni intorno al 1105-10  a causa della ribellione del suo feudatario Pietro della Colonna, subì poi l’assedio e la distruzione ad opera prima di Bonifacio VIII (1297), in una azione contro i colonnesi ribelli, e poi nel 1431 quando venne eletto papa Eugenio IV questi rivendicò la restituzione dei tesori donati da Papa Martino V (Oddone Colonna) tutte le famiglie della nobiltà romana accettarono tranne i Colonna , ne scaturì una guerra che portò alla distruzione per mano del cardinal Vitelleschi, di Zagarolo  e delle altre fortezze colonnesi.

Nel corso del cinquecento però i Colonna iniziarono la sua trasformazione in palazzo baronale,dovuta in particolare all’opera del duca Pompeo, di suo fratello, il cardinale Marcantonio e di suo figlio Marzio.Alla seconda metà del secolo risale la sistemazione definitiva con la realizzazione di una struttura “aperta” verso l’abitato. Il palazzo venne decorato con diversi cicli di affreschi che celebrano il prestigio della casa ducale e la vittoria navale di Lepanto ( che nel 1591 gli valse da parte del papa Pio V l’elezione a ducato della terra di Zagarolo ): essi sono stati attribuiti a maestranze zuccaresche, e all’emiliano Giovanni Bianchi detto il Bertone, nonché ad Antonio Tempesta e ai fratelli Brill. Il Palazzo fu negli anni sede di importanti eventi: nel 1586 vi soggiorno papa Sisto V, giunto a Zagarolo per assistere ai lavori dell’acquedotto Felice e nel 1591 si riuni un consiglio di otto cardinali teologi per la revisione della Vulgata della Bibbia, presieduta da san Roberto Bellarmino. Tra essi figurava il Cardinal marcantonio Colonna. Anche Caravaggio dopo aver lavorato per Marzio Colonna, nel 1606  colpitò da bando capitale vi trovo rifugio. Nel 1622  Pier Francesco Colonna vendette il ducato e il palazzo al cardinal Ludovico Ludovisi, nipote di papa Gregorio XV. Egli nei successivi cinque anni portò a termine i lavori iniziati dai Colonna. Il palazzo venne arricchito con quadri di pittori famosi  come il Domenichino Guido Reni ed altri ancora. Furono allestite due gallerie , una grande ed una piccola. Alla morte del cardinale gli succedette il fratello Nicolò, i cui eredi nel 1670 vendettero il ducato al principe Giovan Battista Rospigliosi. Nel corso del ‘600 e ‘700 la famiglia Rospigliosi – Pallavicini portò il palazzo al suo massimo splendore con nuove decorazioni e ricchissimi arredi. Vennero commissionate opere a pittori della scuola romana come il Maratta, il Chiari il Masucci e Ludovico Gemignani che in questo palazzo morì il 26 giugno 1697. I Rospigliosi ospitarono nel palazzo tra gli altri, Carlo III di Borbone sua moglie Maria Amalia e Vittorio Alfieri.

A partire dall’Ottocento il palazzo si avviò verso un lento declino che raggiunse il suo culmine durante la seconda Guerra mondiale, quando esso fu adibito dalle truppe tedesche ad ospedale militare per i feriti del fronte di Anzio e Cassino.

Nel 1981 la principessa Elvina Pallavicini ha venduto il palazzo al comune di Zagarolo che ospita il Museo del Giocattolo, e la Biblioteca comunale.

                                                                                                                                                                                                                                a cura di Alessandro D’Ambrosi